Descrizione
Venticinque di risate, prove serali, sipari che si aprono e storie raccontate in dialetto bolognese.
La compagnia teatrale I Amigh ed Granarol festeggia quest’anno i 25 anni di attività, un traguardo importante che coincide anche con un altro riconoscimento significativo: l’attribuzione della Denominazione Comunale (De.Co.) al teatro dialettale bolognese, patrimonio culturale del territorio, conferita alle compagnie che ne custodiscono e tramandano la tradizione. Un riconoscimento che parla anche di loro.
La compagnia teatrale I Amigh ed Granarol festeggia quest’anno i 25 anni di attività, un traguardo importante che coincide anche con un altro riconoscimento significativo: l’attribuzione della Denominazione Comunale (De.Co.) al teatro dialettale bolognese, patrimonio culturale del territorio, conferita alle compagnie che ne custodiscono e tramandano la tradizione. Un riconoscimento che parla anche di loro.
La compagnia nasce nel 2001 a Granarolo, su iniziativa di Carlo Rapparini. All’epoca presidente della Pro-Loco di Granarolo, Carlino organizzava ogni anno una rassegna di teatro dialettale alla Sala Florida. Trovandosi però spesso in difficoltà per l’improvvisa indisponibilità di alcune compagnie, decise di crearne una propria, dando vita a “I Amigh ed Granarol”.
Con il supporto dell’amico Lorenzo Guernelli, autore dei testi, e di alcuni attori provenienti da precedenti esperienze teatrali, il progetto iniziò a prendere forma, trasformandosi presto in una realtà capace di coinvolgere e divertire non solo i membri del gruppo, ma anche un pubblico sempre più numeroso.
Oggi il gruppo conta una ventina di componenti, tra attori più assidui e collaboratori che partecipano alle repliche. Non tutti sono granarolesi, ma Granarolo resta il cuore dell’attività.
«Io per primo non sono di Granarolo, vengo da Galliera – racconta il presidente Stefano Fortini – ma la nostra casa è qui: proviamo nella Sala C del Borgo Servizi e partecipiamo ogni anno alla festa del Borgo. Granarolo è il nostro fulcro». Un gruppo eterogeneo per età e professioni – c’è chi lavora, chi è in pensione – unito dalla stessa passione.
«Non siamo professionisti, lo facciamo per amore del teatro. Però l’impegno è vero: quando andiamo in scena ci arriviamo dopo tante prove e tanta cura dei dettagli. Non c’è nulla di improvvisato».
Un repertorio tutto originale
Fin dall’inizio la compagnia ha scelto una strada precisa: mettere in scena testi propri. Sono ormai oltre venti le commedie originali scritte negli anni da autori interni al gruppo, tra cui Lorenzo Guernelli, Magda Cesari, Cesare Cioni, Lorenzo Paganelli e lo stesso Fortini.
Tra i titoli più recenti, La paròchia avêrta a tótt (La parrocchia aperta a tutti), mentre l’8 febbraio scorso ha debuttato al Teatro Biagi D’Antona di Castel Maggiore una nuova commedia inedita di Cesare Cioni, E se mé a fòss un ànzel.
Ogni anno il calendario è fitto: «Tra spettacoli e partecipazioni a rassegne arriviamo a una ventina di date l’anno. Giriamo davvero tutta la provincia: San Lazzaro, Osteria Grande, Castel Maggiore, Loiano… », aggiunge Fortini.
Il valore del dialetto
Il dialetto, per la compagnia, non è solo una lingua, ma un modo di stare insieme e di raccontare il territorio.
«Non si può tradurre semplicemente un testo in bolognese: il nostro teatro ha modi di dire, gesti, proverbi, una comicità tutta sua. Con il teatro queste cose si conservano vive, più che sulla carta».
«Non si può tradurre semplicemente un testo in bolognese: il nostro teatro ha modi di dire, gesti, proverbi, una comicità tutta sua. Con il teatro queste cose si conservano vive, più che sulla carta».
Proprio per questo il riconoscimento De.Co., ufficialmente assegnato con una cerimonia Palazzo Pepoli lo scorso 25 gennaio, assume un significato speciale: tutela una tradizione popolare fatta di memoria, identità e comunità.
“I Amigh” non è solo un nome: è una dichiarazione d’intenti: «La nostra filosofia è passare tempo insieme. Prima di tutto siamo amici. Poi facciamo teatro. Certo, con serietà e impegno, ma sempre con lo spirito di stare bene insieme».
Un gruppo che si autofinanzia con gli spettacoli, reinvestendo tutto in costumi, scenografie e attrezzature, e che può contare sulla disponibilità della sala prove comunale.
Negli anni la compagnia ha calcato anche il palcoscenico del TaG; oggi gli spazi dedicati al dialettale sono meno strutturati, ma resta il desiderio di tornare a esibirsi sempre più spesso anche “a casa”.
«Ci piacerebbe poter recitare di più a Granarolo – dice Fortini – perché portiamo il paese anche nel nome. Sarebbe bello condividere ancora di più questo lavoro con la nostra comunità».
L’età media non è giovanissima – «io sono il più giovane e ho 39 anni», scherza il presidente – ma l’energia non manca. E l’auspicio è coinvolgere nuove generazioni, magari proprio grazie a riconoscimenti come la De.Co., che accendono i riflettori su questo patrimonio culturale.
Ecco i prossimi appuntamenti con gli spettacoli de I Amigh ed Granarol:
Mercoledì 4 marzo 2026
• Luogo: Osteria Grande
• Orario: ore 21:00
• Evento: Bacàj da cafà di Lorenzo Paganelli
Mercoledì 18 marzo 2026
• Luogo: Castenaso, Cinema Italia
• Orario: ore 21:00
• Evento: Serata sketch
Ecco i prossimi appuntamenti con gli spettacoli de I Amigh ed Granarol:
Mercoledì 4 marzo 2026
• Luogo: Osteria Grande
• Orario: ore 21:00
• Evento: Bacàj da cafà di Lorenzo Paganelli
Mercoledì 18 marzo 2026
• Luogo: Castenaso, Cinema Italia
• Orario: ore 21:00
• Evento: Serata sketch
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Ultimo aggiornamento pagina: 27/02/2026 08:34:05