Le colonie feline sono definite e disciplinate dalla Legge Regionale Emilia Romagna n. 27/2000 e dalla DGR Emilia Romagna 353/2013

Per colonia felina si intende un gruppo di gatti randagi inserito in un determinato habitat.

Costituisce habitat di colonia felina qualsiasi territorio o porzione di territorio, urbano e non, edificato e non, sia esso pubblico o privato, nel quale risulti vivere stabilmente una colonia felina, indipendentemente dal numero di soggetti che la compongono e dal fatto che sia o meno accudita dai cittadini. I gatti che vivono in stato di libertà sul territorio sono protetti ed è fatto divieto a chiunque di maltrattarli o di allontanarli dal loro habitat.

I cittadini che individuino un gruppo di gatti con abitudini stanziali, possono richiedere che la presenza della colonia felina venga formalizzata, mediante la compilazione e trasmissione al Comune dell'apposito modulo.

In questo modo la colonia viene censita dal Comune.

Nel modulo occorre indicare un referente, che è la persona che si prende cura dei gatti, quantomeno in termini di alimentazione, e che è in grado di avvicinarsi a loro.

Ai fini del controllo delle nascite dei gatti randagi delle colonie censite, il Comune ha sottoscritto una Convenzione con il Dipartimento di Sanità Pubblica della Ausl di Bologna, per la sterilizzazione dei gatti (femmine in particolar modo) e l'inserimento contestuale del microchip sull'animale, al fine di identificarlo quale gatto randagio.

La Convenzione prevede che la sterilizzazione e l'inserimento del microchip venga effettuata ad opera dei veterinari della Ausl (attualmente il servizio viene svolto presso la sede Ausl di San Giorgio di Piano), con spese a carico del Comune. Il trasporto dell'animale è tuttavia a carico del referente della colonia felina, per cui è necessario che il gatto che si intende sterilizzare si lasci avvicinare e catturare.