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Mandato amministrativo 2009-2014
    
Gli obiettivi del programma di mandato 2009/2014 si coniugano in una visione integra i valori di una comunità dove città e campagna convivono in armonia; dove sostenibilità ambientale, diritto alla salute, percorsi educativi e scolastici di qualità, lavoro, viabilità, risorse culturali e ambientali, partecipazione s’intrecciano in un legame virtuoso per affermare, sempre, il diritto di ciascuno a non essere discriminato o a rimanere indietro.vivere_granarolo.gif
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Comuni in ginocchio con questa manovra


La crisi economica è acuta, sono sempre più gravi le ripercussioni sul lavoro, sulle imprese, sui giovani. Il paese ha bisogno di scelte politiche responsabili e rigorose che offrano una prospettiva di sviluppo. Occorre certamente l’impegno e il sacrifico di tutti, ma salvaguardando i principi di equità, legalità e solidarietà.

Siamo invece in presenza di un provvedimento del Governo che ripartisce in modo iniquo il peso dei sacrifici.
La manovra economica da 25 miliardi di euro, se il Parlamento non apporterà modifiche significative al momento della discussione del decreto, è destinata a colpire ancora una volta soprattutto gli enti locali, - e quindi le comunità, le persone - mettendoli questa volta letteralmente in ginocchio. Da tanti mesi, ormai, segnaliamo come i tagli e i vincoli imposti alle Amministrazioni locali stiano creando problemi gravissimi nello svolgimento di tutte le funzioni dei Comuni. Si fatica tanto per far quadrare i bilanci; con le unghie e con i denti si strappano risorse cercando di rimandare gli interventi più rimandabili e mettendo sempre al primo posto dell’agenda i servizi per i cittadini e il welfare (si vedano, al riguardo, gli articoli delle prossime pagine in cui si traccia un bilancio di questo primo anno del muovo mandato amministrativo).

Finora il nostro Comune è riuscito a tenere fermo il punto sul welfare, non facendo mancare il proprio aiuto ai cittadini più in difficoltà per la crisi economica. Qualcosa è stato sacrificato e messo al secondo posto, si è cercato di ottimizzare e tagliare il tagliabile in attesa di tempi migliori, che tardano ad arrivare.

Ora, però, questa nuova decisione del Governo rischia di avere conseguenze drammatiche. Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, rispettando il suo ruolo super partes, ha lanciato un appello: “Posso solo auspicare che la manovra economica sia equa, sia attenta a tante esigenze che corrispondono a principi fondamentali della nostra Costituzione, condizioni per avere un futuro come Paese in Europa e nel mondo''. Rivolgendosi poi agli amministratori locali, in occasione della Festa della Repubblica, ha sottolineato: “Tutte le Amministrazioni devono dare prova di massima consapevolezza dei loro ruoli, accentuando l'impegno a semplificare le procedure e a razionalizzare le strutture, valorizzando al meglio le risorse disponibili, al fine di assicurare la piena rispondenza dell'azione amministrativa all'interesse generale.

È fondamentale, in particolare nell'ambito delle politiche sociali, attuare forme di raccordo e di sinergia istituzionale, individuando le sedi e gli strumenti più idonei a garantire la leale collaborazione tra Amministrazioni statali e Autonomie regionali e locali, e sviluppare intese con le parti sociali per condividere gli interventi opportuni, verificare i risultati ed apportare con tempestività i necessari correttivi”. Siamo tutti consapevoli del difficile momento nazionale e internazionale e nessuno chiede risorse aggiuntive che non ci possono essere, ma chiediamo il rispetto degli impegni e il riconoscimento delle nostre funzioni. Negli incontri tenutisi nelle scorse settimane con l’Associazione Nazionale dei Comuni, il Governo aveva prospettato interventi che prefiguravano un contributo dei Comuni pari alla metà di quanto poi invece indicato ora nel testo. E vi erano state ampie rassicurazioni circa la possibilità di concordare nuove e più sostenibili modalità di raggiungimento degli stessi obiettivi finanziari. “La sorprendente differenza fra quanto annunciato e quanto stabilito – afferma il Sindaco Chiamparino presidente dell’ANCI - lascia una profonda amarezza e determina una grave ferita nei rapporti fra i livelli di governo, incrinando valori fondamentali quali attendibilità, credibilità e fiducia che devono sempre guidare la condotta.”

Qualche previsione quantitativa, stante l’attuale proposta di manovra, è già possibile farla: il taglio è previsto per il 2011 di Euro 311.694, per il 2012 di Euro 520.178, se pensiamo che oggi il contributo ordinario dello Stato al nostro bilancio ammonta a 791.000, la situazione risulta del tutto evidente nella sua drammaticità.

A oggi appare ben difficile salvaguardare i servizi da una parte e, dall’altra, continuare a investire per il territorio. Quello che è bene tutti tutti sappiano è che saranno ancora una volta i Comuni più virtuosi, come il nostro, ad essere maggiormente penalizzati. A sostenerlo non sono solo le Amministrazioni governate dal centrosinistra ma anche quelle rette dal centrodestra. Per fare un esempio, il sindaco leghista di Varese e presidente dell’ANCI Lombardia, Attilio Fontana, in un’intervista si è detto “sbalordito e amareggiato” dalle scelte del ministro Tremonti e ha definito i sacrifici per i Comuni “sproporzionati”.

“La verità – sostiene Fontana - è che si taglia solo a quelli che hanno già tagliato”, decurtando “i bilanci dei Comuni virtuosi: non di quello di Roma, che anzi riceverà 300 milioni di euro in 15 anni, ma di quelli che hanno già dimostrato di non sprecare i loro soldi, ma di erogare servizi di qualità e assicurare investimenti veri sul territorio”. Un recente studio dell’agenzia di rating Standard&Poor’s ha attestato che i Comuni sono l’unico comparto in attivo di tutta la pubblica amministrazione e l’unico che dal 2004 ha contribuito all’abbattimento del debito pubblico per 5 miliardi di euro. C’è quindi bisogno di maggiore uniformità nei tagli che verranno effettuati, meglio riequilibrandoli tra amministrazioni centrali e locali. Per quel che riguarda poi il patto di stabilità, ci associamo a quanto chiesto da altri sindaci di destra come di sinistra: tutti i Comuni devono raggiungere il pareggio di bilancio per poter migliorare la finanza pubblica e a chi ha avanzi di bilancio sia lasciata la possibilità di utilizzarli per fare investimenti.

Non di nuovi punti interrogativi abbiamo bisogno ma di una manovra rigorosa che abbia elementi di equità e solidarietà, che porti riforme strutturali, che garantisca una scuola di qualità, una sanità efficiente e universale, che sostenga le imprese virtuose e innovative.

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