Concessione del titolo di Città
Dal mese di giugno del 1995 a Granarolo dell'Emilia è stato concesso il titolo di Città.
Questo titolo viene concesso ai Comuni insigni per ricordi e monumenti storici o per attuale importanza, che hanno provveduto lodevolmente a tutti i pubblici servizi ed in particolare modo alla pubblica Assistenza (art. 32 Ordinamento dello Stato Nobiliare Italiano approvato con R.D. 7 giugno 1943, n. 651).

Territorio

Il territorio del Comune di Granarolo dell'Emilia si estende immediatamente a nord del Comune di Bologna, ha una estensione territoriale pianeggiante di kmq. 34,41.
E' formato da cinque frazioni - Granarolo (capoluogo), Quarto Inferiore, Cadriano, Viadagola e Lovoleto - e comprende sei borgate: Osteria Pontica, Santa Brigida, Trappanino, Casette di Cadriano, Osteriola e Fibbia.

Viabilità

Il territorio comunale e' attraversato da direttrici di traffico che conducono direttamente a Bologna, capoluogo della Regione Emilia-Romagna; in 20 minuti si arriva in auto sui viali di circonvallazione di Bologna.
Dall'asse attrezzato, denominato "Trasversale di pianura", tre uscite conducono a Granarolo dell'Emilia e a levante del territorio, immediatamente a confine con il Comune di Bentivoglio, si raggiunge il casello autostradale Interporto.

Mappa del territorio e delle principali strade
Mappa delle piste ciclabili (vedi notizia correlata)

I beni artistici, architettonici, storici e naturali
I segni dell'antichita'. Granarolo: il "granaio" per la città di Bologna 
Le piu' antiche tracce di popolamento del territorio risalgono al periodo villanoviano, come testimoniato dalle sepolture rinvenute a Viadagola e a Quarto Inferiore (VI sec. a.C.). 
Ritrovamenti etruschi, celtici e romani, nel territorio comunale o negli immediati dintorni, attestano la frequentazione della zona per tutta l'antichità, probabile via di transito per il ferrarese.
Le perduranti tracce della centuriazione romana sono ancor oggi la testimonianza piu' evidente della vocazione agricola del territorio, vero e proprio "granaio" per la città di Bologna anche durante il periodo medievale e     moderno. 
La centuriazione del territorio e' un vero e proprio bene storico-culturale da tutelare e da conoscere.
Le ville
Oltre alla residenza di campagna (recentemente ricostruita) dell'insigne esploratore Pellegrino Matteucci a Granarolo, sul territorio vi sono numerose ville settecentesche di notevole interesse architettonico, quali:
    - Villa Boncompagni Dal Ferro ora Evangelisti (gia' sede municipale del Comune di Viadagola) in via Viadagola;
    - Villa Mignani Boselli, anticamente Giovannini, che fu di proprieta' nell'800 dello statista bolognese Marco Minghetti, in localita'     Cadriano (ristrutturata negli anni '80, e' ttualmente sede di un ristorante con sale convegni);
    - Villa Bassi detta del Marchesino, nel Capoluogo;
    - Villa Amelia ora Sapori in localita' Fibbia, nota per la "conserva" (antica struttura di refrigerazione per prodotti alimentari);
    - Villa Mareschi ora Villani Emma, in localita' Lovoleto, caratterizzata dal doppio filare di querce secolari, lungo circa 1 Km, che orna il     viale principale che conduce alla villa;
    - Villa Lagorio a Lovoleto;
    - Villa Montanari, a Quarto Inferiore (recentemente ristrutturata, ora sede di un'istituto bancario). 
Gli edifici religiosi
Gli attuali edifici delle cinque chiese parrocchiali, una per ogni frazione del comune, risalgono ai secoli XVIII-XIX.
Forse la piu' notevole per stile e affreschi e' la Chiesa di San Mamante a Lovoleto.
Oltre alle chiese, il territorio e' caratterizzato per i tipici oratori di campagna. I piu' importanti sono nel capoluogo, a Lovoleto e a Cadriano. 
Il piano regolatore e il contesto economico
Granarolo dell'Emilia e' stato uno dei primi Comuni nell'ambito provinciale a dotarsi di un Piano Regolatore Generale, nel 1973.
La crescita abitativa e' stata ordinata e capillare: Granarolo è uno dei comuni limitrofi alla citta' di Bologna piu' vivibili e piu' vicini alle caratteristiche naturali del territorio della pianura Padana.
Infatti, non sono ammesse costruzioni del tipo "grandi condomini" ne' le "tipiche torri"; le caratteristiche costruttive delle abitazioni sono quindi a dimensione umana.
Con l'attuazione del P.R.G. del '73, la comunita' di Granarolo dell'Emilia beneficio' di un forte sviluppo economico, grazie alla realizzazione di due poli industriali, a Cadriano e a Quarto Inferiore.
Negli anni successivi, le due zone produttive vennero ampliate e verso gli anni '80 fu consentita la realizzazione del terzo polo industriale, a Granarolo dell'Emilia.
Attualmente il Comune di Granarolo dell'Emilia e' fra i comuni piu' industrializzati della Provincia di Bologna.
Vi svolgono le loro attivita' oltre 1.000 aziende, artigianali e medio-industriali. 
Il personale che lavora presso tali aziende superano le 6.000 unita' e quindi, durante i giorni lavorativi, la domanda di servizi e' determinata da un numero di persone superiore a quello della popolazione residente, pur considerando le persone che si spostano fuori dal territorio comunale.
Per quanto concerne l'agricoltura, va evidenziato il fatto che il territorio e' attraversato da numerosi fossati di bonifica che lo rendono tutto irriguo e che le numerose coltivazioni producano in notevole quantita' e qualita' (in particolare primizie orticole).
Dato il notevole giro d'affari che si sviluppa quotidianamente, sul territorio comunale operano diversi istituti bancari.

Popolazione
Strumenti urbanistici

Indagine sui borghi più felici d'Italia: Granarolo è al 14esimo posto (agosto 2014)