Lunedì 28 maggio, alle ore 21 presso la Libreria Biblion di Granarolo, presentazione dei libri “A misura d’uomo” (NN Editore) e “Maestoso è l’abbandono” (Hacca) con gli autori Roberto Camurri e Sara Gamberini. Entrambi i libri sono finalisti del Premio POP Opera Prima 2018.

 

Roberto Camurri è nato nel 1982, undici giorni dopo la finale dei Mondiali a Madrid. Vive a Parma ma è di Fabbrico, un paese triste e magnifico di cui è innamorato forse perché è riuscito a scappare. È sposato con Francesca e hanno una figlia. Lavora con i matti e crede ci sia un motivo, ma non vuole sapere quale. Scrive da pochi anni, anche se avrebbe voluto scrivere da sempre. “A misura d’uomo” è il suo primo romanzo.

A misura d’uomo: Fabbrico è un piccolo paese sulla mappa dell’Emilia, poche anime, due strade, i campi intorno. È qui che nasce l’amicizia tra Davide e Valerio, ed è qui che una sera d’estate Davide incontra Anela e se ne innamora. Anela diventa il perno e lo scoglio su cui si infrange la loro amicizia. Così Valerio a un certo punto sceglie di andarsene, Davide si perde e perde quell’unica, preziosa occasione di felicità. A Fabbrico vivono anche gli altri personaggi di questa storia: Elena e Mario, Maddalena, Luigi, Giuseppe e la vecchia Bice, che al bar accoglie tutti per un caffè o una sambuca.

 

Sara Gamberini vive a Verona. Ha lavorato in strutture psichiatriche e ha collaborato con varie case editrici per la valutazione dei manoscritti. “Maestoso è l’abbandono” è il suo primo romanzo.

Maestoso è l’abbandono: Maestoso è l’abbandono è un romanzo di de-formazione: la storia di una ragazzina ipersensibile che diventa adulta non attraverso le tappe prosaiche della trama visibile della vita ma attraverso i percorsi segreti del sogno, quelli che scorrono sotto le cose caricandole di simboli e possibilità, trasformandole e salvandole dalla banalità del tempo. In fondo, come sostenevano i cinesi, non esistono passato e futuro, e dunque nemmeno separazione tra ciò che siamo stati da bambini e ciò che siamo e saremo: è solo questione di sguardo. (Viola Di Grado)